Il Cammino di Santiago era un sogno che custodivo da tempo. E una sera d’estate io e il mio fidanzato abbiamo deciso di organizzarlo. Certo non immaginavamo che di lì a qualche mese sarebbe scoppiata una pandemia globale. Se vuoi scoprire cos’è stato il Cammino di Santiago per noi due, ti consiglio di non perderti gli aggiornamenti nella rubrica “Ti racconto un viaggio“: presto arriverà una puntata tutta dedicata a questo viaggio.
In questo articolo ti farò vedere come abbiamo deciso di dividere il cammino. Abbiamo seguito 13 tappe da Porto a Santiago, passando per Barcelos, Ponte de Lima e la variante spirituale.
Prima di partire per il Cammino di Santiago:
Per fare il cammino di Santiago è necessario avere la credenziale del pellegrino, il documento che attesta che stai percorrendo il cammino e quindi sei un pellegrino a tutti gli effetti. Noi le abbiamo richieste alla Confraternita di san Jacopo di Compostela ed è stato davvero emozionante andarle a ritirare: è il primo passo verso Santiago. La credenziale ti dà diritto ad alloggiare negli ostelli per pellegrini lungo il percorso e ad alcuni sconti nei locali e nei ristoranti.
Il Portogallo, così come la Spagna, è ben organizzato sia per quanto riguarda l’accoglienza che nei servizi di trasporto dei pellegrini che possono rendere un po’ più agevole il cammino soprattutto in caso di infortuni (noi per fortuna non abbiamo avuto bisogno).
Non essendo molto allenati e avendo ben 17 giorni a disposizione, abbiamo deciso di iniziare il Cammino di Santiago da Porto e dividere il cammino in 13 tappe, lasciandoci il tempo di visitare le due città.
Per questo cammino, abbiamo seguito le indicazioni della guida “A Santiago lungo il Cammino Portoghese” di Terre di Mezzo. Non indicherò qui tutto il tragitto, perché abbiamo seguito la guida passo passo, calibrando le tappe in base alle nostra capacità. Vi consiglio però di scaricare sullo smartphone anche Camino Ninja app, con tutti i cammini per Santiago aggiornati.
1° TAPPA: PORTO – SÃO PEDRO DE RATES (17,4 KM)
Usciamo da Porto servendoci della metro. In questo modo possiamo evitare chilometri di zona industriale e asfalto. Vi consiglio di prendere questa scorciatoia in modo da non rompervi i piedi subito. Saliamo a “Carolina Michaelis” e scendiamo a “Modivas Centro”. Da qui passano sia il cammino centrale, quello che faremo noi, che la Senda Litoral, sull’oceano e quasi tutta tra spiagge e passerelle.
Attraversiamo Gião, dove due signori estremamente gentili ci portano a visitare la chiesa del paese con un breve tour privato. L’accoglienza che ci riservano è davvero particolare, come se fossimo amici che aspettavano da tempo di rivedere. Vista la situazione di distanziamento sociale, non speravamo di trovare quella solidarietà e accoglienza tutta particolare del cammino, e invece ne rimaniamo felicemente affascinati.
Proseguiamo e raggiungiamo Vairão, dove scopriamo il bellissimo Monastero con le sue decorazioni dorate e la sua storia millenaria.
Dopo pranzo siamo protagonisti di un altro gesto di estrema gentilezza: un signore che incrociamo sulla strada ci invita per una merenda a casa sua e ci offre un cestino di fichi. Che bontà! Ma soprattutto quanta dolcezza in quel semplice gesto!
Poco dopo scendiamo verso il ponte Zameiro sul rio Ave. Un angolo meraviglioso della campagna portoghese, dove il cielo si specchia sulle acque del fiume circondato dal mare verde delle vigne e dei campi. Ci fermiamo per riempirci gli occhi di quella bellezza.
Qualche chilometro dopo siamo a São Pedro de Rates, un paesino piccolo, con molte case e una bellissima chiesa romanica. Noi abbiamo soggiornato nell’ostello municipale, un ristoro davvero carino, fornito di ogni comfort, tra cui l’acqua calda, bagni separati e camerate miste, gestito da volontari o ex pellegrini che vogliono dare una mano. Di fianco all’ostello si trova un bar/ristorante che offre menù del pellegrino.
2° TAPPA: SÃO PEDRO – BARCELOS (14,3 KM)
Ripartiamo da São Pedro: Presto ci allontaniamo dall’asfalto per imboccare una strada battuta che attraversa molti campi e qualche bosco. Più avanti un pannello di legno e la fidata guida ci segnalano che una parte di questa tappa coincide con un pezzo dell’itinerario della Grande Rota, un sentiero che attraversa il Portogallo da Vila Grande de Santo António al confine con la Spagna.
Attraversiamo un gruppo di case attorno a una piccola chiesetta: siamo a Pedra Furada (“pietra bucata”).
Il panorama attorno a noi è più collinare rispetto al giorno precedente: campi di mais sono costellati di capre e pecore al pascolo, mentre l’asfalto si srotola sotto i nostri piedi alternato solo a qualche stradina in sampietrini. Seguendo una curva della strada si apre alla nostra sinistra un piccolo parco, sembra un’oasi immersa tra case e muretti: dietro un’aiuola tutta verde una piccola madonnina nasconde una fonte e in cima alla scalinata si erge una chiesetta dai tipici colori bianco e granito.
Poco dopo superiamo Monte Baixo e Fulões. Arriviamo così a Carvalhal, dove rimaniamo affascinati dalla Igreja Paroquial De São Paio de Carvalhal: il candore delle pareti bianche contrasta con il cielo azzurro intenso e il lastricato di sampietrini.
Più avanti vi troverete ad attraversare la zona industriale. Questo è forse il pezzo un po’ più pericoloso della tappa, prestate molta attenzione alle segnaletiche e alla strada.
Siamo a Barcelinhos, piccolo paese appena prima di Barcelos da dove possiamo iniziare ad ammirare le bellezze della nostra meta.
Attraversiamo Ponte de Barcelos e ci immergiamo nella città.
Noi abbiamo alloggiato all’ostello municipale Albergue cidade de Barcelos, centrale e comodo per visitare il centro, dotato di ogni comfort. Si può usare anche la lavanderia.
3° TAPPA DEL CAMMINO DI SANTIAGO: BARCELOS – CASA FERNANDA (22,3 KM)
Lasciamo Barcelos sotto una leggera pioggerellina e dopo essere usciti dal centro abitato, lasciamo la strada asfaltata per la terra battuta fra campi di mais, vigneti e più avanti un bosco di eucalipti. Oggi per la prima volta vediamo il paesaggio cambiare davvero. Non più strade asfaltate o nugoli di case, ma vaste colline in cui il verde scuro dei boschi si mescola al verde chiaro dei prati, alle sfumature giallo-verdi delle vigne ormai pronte per la vendemmia.
In questa tappa ci aspettano due salite: la prima ci porta ad Alto da Portela, dove ci riposiamo all’ombra di un enorme eucalipto a fianco di un crocefisso in pietra.
Nel pomeriggio attraversiamo il Ponte das Tábuas, un ponte di origine romana. Lo scenario è da cartolina, sembra di essere entrati in una favola.
Raggiungiamo la periferia di Balugães, un paesino solo all’apparenza piccolo, ma che si rivela subito labirintico e molto lungo.
Attraversata la nazionale e un piccolo boschetto, percorriamo una stradina asfaltata lungo vigne e campi. E qui, nascosto da un filare di vite, troviamo l’ingresso di Casa Fernanda (nei pressi di Lugar do Corgo).
Vi consiglio di fermarvi una notte a Casa Fernanda se volete un’esperienza a 360° del Cammino di Santiago. Fernanda è stata fantastica e ha saputo subito mettere a proprio agio i pellegrini che si erano fermati da lei. Qui si respira un’aria di convivialità e di solidarietà che ci ha fatto subito stringere amicizia con gli 8 ragazzi provenienti da ogni parte d’Europa. Una serata che porteremo sempre con noi.
4° TAPPA: CASA FERNANDA – PONTE DE LIMA (12,2 KM)
Da Casa Fernanda riprendiamo il cammino e iniziamo a salire. Questa tappa è abbastanza corta e si sviluppa tra antiche strade in lastricato, vigneti in vendemmia, piccoli borghi e boschetti di eucalipto finché non iniziamo a sentire il Rio Lima scorrere al nostro fianco. Piano piano le piante si diradano rivelando un fiume calmo ma imponente. Ci accoglie un viale alberato che costeggia il fiume e conduce fino al ponte che dà il nome alla città.
Ponte de Lima è un piccolo diamante incastonato fra le colline del distretto di Viana do Castelo. La sua storia si incrocia con quella degli antichi romani che pensavano che il Rio Lima cancellasse la memoria a chi vi cadeva dentro. Il ponte romano fu costruito sotto Augusto per unire la città di Bracara (Braga) con Asturica Augusta (Astorga). Oggi della struttura originaria rimangono solo cinque archi, mentre la parte restante è di origine medievale.
Se decidete di fare tappa qua, durante il vostro Cammino di Santiago, vi consiglio di prenotare allo HI Ponte de Lima – Pousada de Juventude, un ostello moderno, poco fuori dal centro, con ampie camere, wi fi e colazione take away.
5° TAPPA: PONTE DE LIMA – RUBIÃES (17,6KM)
Ripartiamo da Ponte de Lima ripercorrendo il viale alberato. Attraversiamo il ponte romano e subito ci immergiamo in una strada lastricata tra i vigneti. Passato un viadotto autostradale raggiungiamo Arcozelo. Seguiamo la vecchia strada romana XIX, lungo il Rio Labruja che ci regala scorci meravigliosi.
A Codeçal facciamo scorta di cibo per affrontare la salita.
Vi consiglio di fermarvi qui a fare scorta di acqua e cibo perché è l’ultimo avamposto prima di affrontare la salita che porta ad Alto da Portela Grande, completamente immersa nel bosco.
Nel bosco il primo tratto è abbastanza, poi pian piano la salita si fa sempre più ripida, fino all’ultimo tratto stretto e roccioso.
Giunti in cima la nostra fatica è ricompensata dalla meravigliosa vista panoramica che si apre davanti a noi.
A Rubiães abbiamo alloggiato all’ostello Ninho, in una camera separata. A parte l’acqua fredda, è stato l’alloggio perfetto dove riposare le gambe. Qui c’è un solo bar/ristorante lungo la strada principale con menù del pellegrino, ma non è aperto alla mattina presto.
6° TAPPA: RUBIÃES – TUI (19,5KM)
Dall’ostello Ninho ritorniamo sulla via romana XIX che subito disegna un ponte sul Rio Coura. Dopo 200 metri, a lato di un bar, la stradina inizia a salire e attraversa un tratto boscoso fino a Pecene. La salita si fa più impervia, ma è molto corta: siamo al santuario di São Bento da Porta Aberta.
Arriviamo a Fontoura. Attraversiamo il paese e passiamo dietro la chiesetta di São Miguel.
Arrivati a Tuido, scegliamo di prendere la deviazione, evitando diversi chilometri di asfalto, e ci troviamo così nella zona periferica di Valença. Passato un viadotto ci troviamo in pieno centro. In questo punto, il cammino differisce dalla guida e ci porta sulla collina dove si erge la città vecchia circondata dai bastioni settecenteschi integralmente conservati. Dalle mura si gode di un magnifico panorama sul ponte di ferro (Av. de España), che imbocchiamo per passare il confine e arrivare in Spagna. Non avevo mai attraversato un confine a piedi. Che emozione!
Raggiungiamo Tui percorrendo la passeggiata lungo il fiume Minho e inerpicandoci sulle scalinate che portano al centro storico.
A Tui abbiamo alloggiato al Jacob’s Hostel Tui: camere confortevoli con bagno in comune, sulle mura della città.
7° e 8° TAPPA DEL CAMMINO DI SANTIAGO: TUI-REDONDELA (32,5 KM)
Se per voi 32 km sono troppi, potete dividere questa tappa su due giorni, come abbiamo fatto noi.
La prima metà di questa tappa ci porta in direzione di O’Porrino lungo una strada piuttosto monotona: incontriamo spesso l’asfalto su strade piuttosto trafficate a fianco delle quali sono state riservate delle corsie apposite per i pellegrini.
A Ribadelouro, ritroviamo il bosco e attraversiamo il ponte medievale Puente das Febres.
Da Tui, il numero di pellegrini aumenta: mancano, infatti, circa 100 km a Santiago.
A pochi chilometri da O’Porrino la strada si divide e si può scegliere se continuare sull’asfalto o evitarlo camminando tra la vegetazione fino ad un ponte sul Louro. Qui il panorama non è bellissimo: siamo in una zona periferica piuttosto sporca.
Se fate questa strada state attenti alle frecce gialle del cammino di Santiago perché possono essere cancellate o poco visibili, creando molta confusione.
O’Porrino è una cittadina affascinante per la sua aria decadente.
Qui abbiamo alloggiato a Alojamiento Camino Portugues, un ostello poco fuori dal centro con ampie camerate miste e bagno in comune.
Nel tragitto per Redondela passiamo per Mos, con il suo Palazzo dei Marchesi e la Iglesia de Santa Eulàlia.
Questa seconda parte della tappa si svolge tutta su asfalto e in collina, solo verso la fine si inizia a scendere.
Da lontano iniziamo a intravedere Redondela con i suoi famosi viadotti e l’oceano a lambirle le rive.
A Redondela abbiamo alloggiato a Albergue Avoa Regina, un ostello modernissimo con ampie camerate miste, prese elettriche vicino al letto, wifi e sala comune, bellissimi bagni attrezzati.
9° TAPPA: RENDONDELA – PONTEVEDRA (17,9 KM)
Riprendiamo a camminare nel bosco. Per arrivare a Pontevedra dobbiamo affrontare due salite e più saliamo, più il panorama diventa splendido. Alla nostra sinistra si apre una vista panoramica del Puente de Rande, sulla Ría de Vigo, una valle fluviale tipica della Galizia. La discesa dal promontorio offre ancora per un po’ degli splendidi scorci. Presto, però, riprendiamo la nazionale.
In breve arriviamo al Ponte Sampaio con le sue 10 arcate in pietra. Oltre il ponte, il cammino prosegue lungo le scale delle strette viuzze del paese.
Affrontiamo la seconda salita immersi nel bosco. La discesa si rivela molto piacevole, tra alberi e vigneti.
Dopo qualche chilometro arriviamo a Pontevedra.
Rispetto ai paesini che abbiamo raggiunto finora, Pontevedra è molto più vicina e il centro ricco di vie commerciali, negozi, ristoranti e un piacevole via vai.
A Pontevedra, abbiamo alloggiato al Albergue Aloxa, appena dietro la stazione dei treni. Un ostello moderno, con un grande atrio, stanze ben attrezzate e rispettose delle norme anti Covid-19, pulito con wi fi gratuito.
LA VARIANTE SPIRITUALE LUNGO IL CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
10° TAPPA: PONTEVEDRA – ARMENTEIRA (21,9 KM)
Da Pontevedra deviamo dal cammino centrale prendendo la Variante Espiritual. La seguiremo per tre giorni arrivando ad Armenteira, poi a Vilanova de Arousa e Pontecesures prima di ricongiungerci al cammino centrale.
Dopo una salita immersa tra i vigneti arriviamo fra le case della parrocchia di San Xoán de Poio, da dove si intravede il mare. Dopo aver costeggiato la Ría, arriviamo a Combarro, un piccolo paesino di pescatori noto per i suoi trenta horreos (granai) disposti lungo tutta la riva.
Qui assistiamo alla raccolta a mano dei frutti di mare. Un evento che si tiene due volte al mese, quando la marea è bassa. Decidiamo di fare i turisti per un po’ e in riva al mare ci gustiamo un pranzetto di cozze e cappesante squisite.
Combarro è veramente un gioiellino sul mare, un posto incantevole che meriterebbe una sosta di qualche giorno.
Affrontiamo una lunga salita, ma dai meravigliosi panorami e arriviamo ad Armenteira, dove ad accoglierci c’è il grande monastero di Santa Maria, tutt’ora abitato da suore.
In questa tappa abbiamo alloggiato all’Albergue De Peregrinos Armenteira, leggermente fuori rispetto al paesino, ma molto attrezzato e comodo per riprendere il cammino la mattina dopo. Armenteira è un centro molto piccolo, accanto al monastero ci sono due bar, che fanno anche menù del pellegrino. Prestate attenzione agli orari di apertura.
11° TAPPA: ARMENTEIRA – VILANOVA DE AROUSA (23,8 KM)
Dall’ostello imbocchiamo la pista ciclabile che ci fino all’inizio della suggestiva Ruta da Pedra e da Auga (“la via delle pietre e dell’acqua”). Per 6 km in discesa, costeggiamo una serie di torrenti immersi nella fitta boscaglia, che disegnano cascate e laghetti con le rocce.
La Rua, poi, si immette nel Rio Umia, un fiume più ampio che costeggiamo tra distese di vigneti.
Dopo una piccola salita ci immergiamo nel vigneto della residenza storica, Agro de Bazán.
Dopo qualche chilometro in mezzo ad alcune case arriviamo a San Roque do Monte dove ci accoglie la statua di un asino.
Pochi chilometri e siamo a Vilanova de Arousa dove troviamo di nuovo il mare. In questa tappa si attraversano tutti i paesaggi che la Galizia offre.
Nella tappa successiva si compirà la Traslatio, ovvero arriveremo a Pontecesures in barca. Vi consiglio, appena arrivati a Vilanova de Arousa, di recarvi al molo e fare subito i biglietti per il tragitto (circa 20€ a persona) oppure chiamare e prenotare i posti. Ci sono diverse compagnie che offrono questo servizio, alcune delle quali nel biglietto offrono anche una visita guidata agli allevamenti di cozze e alla via crucis marittima oltre che una semplice colazione a bordo.
12° TAPPA: VILANOVA DE AROUSA – PONTECESURES (28 km) – PADRON
Da Vilanova i pellegrini possono compiere la Traslatio, ovvero il percorso che fece la salma di San Giacomo quando venne riportato in Galizia dai suoi discepoli dopo essere stato decapitato.
Durante la traversata, la barca ci guida attraverso gli allevamenti di cozze e vongole. Qui si trova l’allevamento più grande di tutta la Spagna.
La Ria Arousa si immette nel Rio Ulla. Lungo questo fiume sono state disposte 17 croci, 13 dei quali sono immersi nell’acqua, dando vita all’unica via crucis marittima del mondo.
La Traslatio e la Variante Spirituale terminano a Pontecesures e da lì ci dirigiamo a Padron con una piccola variante (5km circa) che ci permette di passare per il convento di Sant’Antonio di Herbon, famoso per la produzione dei tipici Pimientos de Padron.
Qui ci fermiamo un giorno intero per rilassarci in vista dell’arrivo del giorno dopo.
13° TAPPA: PADRON – SANTIAGO DE COMPOSTELA (25km)
Da Padron partiamo per l’ultimo tratto del cammino di Santiago. Passiamo per Iria Flavia e attraverso un percorso molto urbanizzato tocchiamo prima il santuario di A Escravitude, un grande edificio barocco le cui torri gemelle ricordano quelle della cattedrale di Santiago, e poi l’eremo di San Martino dove è esposto il più antico cruceiros della Galizia.
Dalla terrazza del Milladoiro, a 10 km dall’arrivo, si iniziano a intravedere le torri della Cattedrale di Santiago. Ma qui Simone si ferma: il tendine della gamba destra cede sotto il peso di tutti quei chilometri e dobbiamo rallentare. L’ultimo tratto sembra infinito, ma riusciamo a raggiungere il centro e a inerpicarci su per le stradine che trapuntano Santiago de Compostela.
Imbocchiamo una stradina su cui si affacciano numerosi negozi e ristorantini, un’altra e un’altra ancora fin quando girato l’angolo, ecco le mura della Cattedrale, d’un tratto siamo in Praza do Obradoiro e, alla nostra destra, la Cattedrale, luminosa in tutto il suo splendore.
Il Cammino mette alla prova, sfianca, ma allo stesso tempo dona: il tempo per se stessi, per conoscersi e per condividere. Il Cammino è diverso per ogni pellegrino, ha i suoi tempi e il suo modo di far vedere le cose, ma a tutti dona una sfumatura della sua spiritualità.
A Santiago abbiamo alloggiato all’ Hostal Giadás, un piccolo alberghetto appena fuori dal centro storico di Santiago, con camere private e comodissimi letti. L’ideale per riposarsi dopo tutti questi chilometri e visitare la città.
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