Il sole caldo, il profumo dell’estate ancora incollato alle pietre dell’Alcazar, turisti alle prese con tapas e selfie. Siviglia ha accolto me e Simone con il suo calore e la sua vivacità e noi in soli due giorni ce ne siamo innamorati. In questo articolo ti parlerò del nostro itinerario a piedi e delle cose principali da vedere a Siviglia con i consigli di un vero local, Carlo, il proprietario del B&B Casa Alfareria 59 che ci ha ospitato.
Cosa vedere a Siviglia in due giorni
All’arrivo nel B&B è Rosa, la moglie di Carlo, ad accoglierci. Come una zia fa coi nipoti ci ha inondato di abbracci e mostrato la residenza, poi ci ha lasciato nelle mani esperte del marito per farci spiegare la città. E lì è arrivata l’illuminazione: avevamo già messo in conto di visitare i monumenti principali, essendo la nostra prima volta a Siviglia, ma Carlo ci ha dato l’ispirazione giusta sui locali migliori dove trovare la cucina andalusa e sugli orari migliori per andare a vedere alcuni monumenti senza trovare troppi turisti.
Avremmo scoperto poi che Carlo è una fonte inesauribile di consigli anche per le altre mete del nostro viaggio in Andalusia on the road.
Siviglia è stata il punto di partenza e di arrivo del nostro on the road, per questo abbiamo pensato di dividere la scoperta della città in due tempi, per un totale di due giorni. Ecco l’itinerario che abbiamo fatto noi.
Giorno 1: itinerario a piedi
Siviglia si sviluppa sulle due sponde del Rio Guadalquivir: verso ovest il quartiere gitano di Triana, famoso per le sue ceramiche; mentre a est il casco antiguo (il centro storico) della città, dove si trovano i monumenti più famosi. Il nostro B&B si trova a Triana e in pochi minuti a piedi, attraversato il Puente de Isabel II si arriva in centro.
Tagliamo per la piazza del comune e il centro storico per iniziare il nostro tour dal Palacio de las Dueñas, uno dei palazzi nobiliari più importanti della città. Ancora abitato dai nobili della Casa d’Alba, è un palazzo storico del XV secolo al cui interno si trovano curatissimi giardini e il bellissimo porticato nel tipico stile spagnoleggiante. Nelle stanze sono esposte collezioni dedicate alla corrida e alla settimana Santa. Al palacio de las Dueñas fa “concorrenza” la Casa de Pilatos, ma noi abbiamo preferito optare per la prima.
Qualche via più sotto, ci imbattiamo nella Setas de Sevilla, ma proseguiamo verso il centro infilandoci tra le strette calli. È proprio in una di quelle stradine che inizia a sentirsi un profumino di pasta di mandorle e zucchero. La mia golosità è più forte di me, non resisto e lo seguo. Finisco a ridosso di Plaza San Ildefonso e mi ritrovo a entrare in un piccolo chiosco proprio di fronte alla chiesa. Lì dentro, disposti ben ordinati in fila, ci sono confezioni di biscotti preparati dalle suore di clausura dei tanti monasteri disseminati in città. Ne prendo alcuni da sentire e torno a perdermi per i vicoli.
Per la pausa pranzo decidiamo di fermarci in uno dei tanti localini del Barrio Santa Cruz. Incastonato fra il Real Alcazar e la cattedrale, il Barrio Santa Cruz è il vero gioiello profumato di Siviglia. Le vie colorate, le piazzette decorate con le ceramiche colorate, gli aranci che costeggiano le vie e inondano l’aria con il loro profumo ti invitano a sederti in uno dei suoi localini, ordinare una tapas e goderti il tempore dell’estate perenne di questa terra. E ovviamente chi siamo noi per non ascoltare il suo invito? Pit-stop tapas (non ti preoccupare dopo ti svelo dove ho mangiato) e via per la seconda parte della giornata.
Plaza de España e la Cattedrale
La seconda parte della giornata l’abbiamo dedicata soprattutto a due monumenti: la Plaza de España e la Cattedrale.
Fino a qualche tempo fa la Spagna non era nella wishlist dei viaggi, poi è come se tutto dovesse portarmi lì. Così quando sono arrivata in Plaza de España ho avuto un tuffo al cuore: non solo quale tipo di gioia mi abbia presa, ma ero talmente felice di essere lì che mi sono messa a saltellare per la piazza (c’è un video che lo testimonia).
L’imponenza del colonnato, le due guglie alle estremità che chiudono il semicerchio centrale, le decorazioni ad azulejos rendono maestosa e compatta quest’opera.
E non è il solo motivo per cui vale la pena perderci un po’ di tempo. Se vai verso il centro del colonnato, potresti imbatterti in alcuni ballerini di flamenco che qui intrattengono i turisti con brevi spettacoli. Forse una delle performance più autentiche ho visto in questo viaggio.
Mentre siamo nei pressi della Plaza decidiamo di fare una passeggiata dentro i giardini del Parque Maria Luisa. Il polmone verde più grande della città con 34 ettari di verde, laghetti e sentieri ombreggiati. Le attrazioni all’interno non mancano, ma siccome noi abbiamo poco tempo decidiamo di vederne solo una porzione e rilassarci un po’ all’ombra.
Come ultimo monumento da vedere a Siviglia, per questo primo giorno, abbiamo lasciato la Cattedrale e la Giralda. Come la maggior parte delle chiese andaluse costruite nel ‘400, ricalca i resti dell’antica moschea della città. Infatti, anche la Giralda, il campanile, altro non è che il minareto. La particolarità di questa chiesa sta, però, nella sua imponenza. È, infatti, la cattedrale in stile gotico più grande del mondo.
Non è difficile capire perché, quando la costruirono, furono presi per pazzi: la Capilla Mayor è costituita da una pala d’altare che definire gigantesca è poco. Ci volle circa un secolo per ultimarla e le incisioni, in legno dorato e policromo, raffigurano un migliaio di personaggi della tradizione biblica.
Una volta dentro, sul lato destro della maestosa cattedrale si trova anche la Tomba di Cristoforo Colombo. Mentre una delle chicche di questo edificio resta il Patio de los Naranjos, all’epoca il giardino della moschea, oggi comprende 66 alberi di arancio e una fontana visigota.
Con i suoi 104 metri, è la Giralda la vera regina di questo complesso monumentale. All’ora del tramonto, i delicati motivi che ornano le finestre in stile mudéjar assumono sfumature dal bianco tenue al rosa avvolgendo la torre di una suggestione particolare. Le 35 rampe per salire in cima si sentono tutte, ma alla fine il panorama della città che inizia ad essere avvolta dalla luce del tramonto ci ripaga di tutta la fatica. Siviglia dall’alto è ancora più affascinante.
Per concludere la serata servono solo tapas e cerveza e magari un tavolino che guarda la città dalla riva occidentale del fiume. Per questo basta andare su Calle Betis e scegliere uno dei bar che si affacciano sul Guadalquivir.
Cosa vedere a Siviglia: Giorno 2
Ci sono tre cose da vedere a Siviglia che abbiamo lasciato per il secondo giorno: il quartiere di Triana, las Setas de Sevilla e il Real Alcazar.
Partiamo dal quartiere gitano della città, Triana. Da Calle San Jacinto, la via principale con negozietti, ristoranti e taperie a non finire (non tutte di qualità) ci spostiamo nel cuore del Barrio. Triana ha un passato turbolento con cui forse non ha ancora fatto pace. Le facciate delle case, infatti, qua e là sono sbeccate ma i loro colori, i bianchi che si mescolano agli ocra e ai rossi accessi lo rendono uno dei quartieri più spagnoleggianti della città. Il tratto più distintivo restano le piastrelle di ceramica.
Triana è nota soprattutto per la ceramica che qui veniva commerciata già all’epoca dei romani. Da ogni parte ti giri c’è un quadro, un’insegna o un pavimento ricoperto di azulejos colorati che rappresentano soggetti religiosi o della tradizione.
Risaliamo il lungo fiume prendendo il Paseo de Nostra Señora de la O e ci immettiamo nello stretto Calle de la Inquisición per finire di fronte al Centro Ceramica de Triana, il museo che mette in risalto l’arte dei ceramisti sivigliani. Il biglietto costa 2,10€ e la visita dura in tutto un’oretta.
Per pranzo decidiamo di entrare al Mercado de Triana. Proprio di fronte al museo. Tra banchi di iberico e gastronomie di pesce non ci facciamo mancare un paio di tapas e un bicchiere di vino. Il tour di Triana si conclude sul Puente Isabel II e su una meravigliosa vista del Paseo Cristobal Colon.
Scendiamo lungo la pedonale del Paseo e incontriamo la Plaza de Toros prima e la Torre de Oro subito dopo. Rientriamo e dopo circa una decina di minuti a piedi siamo davanti alla Puerta del Léon, l’ingresso per il Real Alcazar.
Il Real Alcazar di Siviglia
Un labirinto di stanze e cortili, patii e fontane, il Real Alcazar non può mancare tra le cose da vedere a Siviglia. La sua costruzione risale al 913 ma nel corso del tempo ha subito diverse ristrutturazioni e aggiunte che oggi gli conferiscono un aspetto a metà tra l’architettura cristiana e quella mudéjar. Come altri Alcazar sparsi per l’Andalusia, è un capolavoro che testimonia la storia travagliata ma affascinante di questa regione spagnola.
Rimango sempre affascinate dallo stile arabeggiante di questi palazzi reali, ma tra tutte le architetture dell’Alcazar ce ne sono alcune che ha colpito di più. Il Patio de la Montería, dominato dalla facciata del Palacio de Don Pedro. Questo palazzo, costruito da Pietro I con l’aiuto dell’emiro di Granada, è ispirato alla tradizione islamica ed è un esempio perfetto di sintesi tra cultura araba e spagnola. Il pezzo più importante al suo interno è senza dubbio il Patio de las Doncellas, uno splendido giardino al cui centro si trova una piscina circondata da due livelli di elaborate arcate e azulejos. Vasche, fontane, alberi di agrumi e pappagallini colorati rendono i giardini dell’Alcazar unici e incantevoli. Ma uno degli elementi d’impatto è la Galeria de los Grutesco, una galleria sopraelevata.
Concludiamo il nostro tour di Siviglia con un giro sui funghi della città. Si hai capito bene. I sivigliani chiamano così il Metropol Parasol o, appunto, las Setas de Sevilla. Il piano interrato ospita le rovine romane e moresche, mentre sulla sommità dei funghi a 30 mt, scorre una passerella che offre una veduta spettacolare sulla città, soprattutto la sera. È una tappa super turistica, ma ha il suo romanticismo.
Dove mangiare a Siviglia
Siviglia e le tapas vanno a braccetto. Ma c’è una regola che forse non tutti conoscono. A Siviglia i piatti sul menù possono essere ordinati in tre modi diversi: come porzione (piatto intero) o mezza porzione oppure tapas. I prezzi variano a seconda della “misura”. E se non sai cosa ordinare, chiedi al cameriere da cosa iniziare, sarà molto contento di aiutarti.
Questa è la lista di locali dove mangiare a Siviglia che mi ha consigliato Carlo:
- El Rinconcillo, Calle Gerona 40. Si prenota solo per il ristorante (in alto) e non per le tapas. Il rischio di trovare pieno negli orari di punta è altissimo, quindi cerca di arrivare presto.
- Vineria San Telmo, Paseo de Catalina de Ribera 4. Nel quartiere Santa Cruz è un’istituzione della cucina andalusa a Siviglia.
- Mercado de Triana, Calle San Jorge. Ti consiglio il cono di Jamon Iberico o di formaggio
- Restaurante La Comidilla, Calle Callao 1. Il loro queso de cabra a la plancha è stato il piatto più buono di tutto il viaggio e mi è entrato in testa.
- La Escalonà, Plaza de la Alfalfa 12. Prodotti di alta qualità e ricette della tradizione rivisitate. Da ordinare: patatas bravisimas, non le solite bravas molto di più.
Siviglia è uno scrigno di gemme preziose e noi ne abbiamo viste solo una piccola parte. Sono sicura che questa sarà solo la prima di tante altre volte in questa città. Qual è la città che ti ha fatto venire voglia di tornarci subito? Sono curiosa di leggerti nei commenti :)







