Da quando abbiamo percorso il Cammino portoghese di Santiago, io e Simone ci siamo affezionati a questo tipo di viaggio. Camminare a piedi lungo sentieri di montagna o in mezzo ai boschi ci permette di ritrovare il tempo per noi stessi, di aprire la nostra mente al nuovo e la fatica del viaggio è ricompensata dalla bellezza della natura che ci circonda e dall’energia che ne ricaviamo.
La Via degli Dei non è un cammino spirituale come il Cammino di Santiago o la via Francigena, ma si tratta di un percorso che affonda le sue radici nella storia dai Romani fino alla Seconda Guerra Mondiale. I panorami degli Appennini Tosco-Emiliani e le persone che si incontrano lungo la strada rendono questo viaggio unico e indimenticabile.
La storia della Via degli Dei
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Via degli Dei indicava la strada provinciale 59 che, risalendo il crinale Setta-Savena degli Appennini bolognesi, tocca alcune località e monti che ricordano divinità pagane come il Monte Adone, il monte Venere e Monzuno (Mons Junonis). Negli anni ‘90, poi, un gruppo escursionistico con a capo Domenico Manaresi, tracciarono il percorso diretto da Bologna a Firenze attraversando gli Appennini e ricalcando in parte la Via Flaminia Militare, ritrovata qualche anno prima da due archeologi bolognesi. Nel tempo il numero degli escursionisti è cresciuto, ma è negli ultimi anni che i viaggiatori hanno ridato valore a questo Cammino d’Italia.
L’itinerario
Partendo da Piazza Maggiore a Bologna, la Via degli Dei si estende per 120 Km e attraversa l’Appennino tosco-emiliano al Passo della Futa, il suo passaggio più diretto.
In questo cammino abbiamo superato il Monte Adone e le sue colonne di ardesia, camminato sulle lastre originali della Via Flaminia Militare costruita nel 191 a.C e quasi interamente conservata, camminato in mezzo a vastissimi boschi, percorso il crinale dell’Osteria bruciata e ci siamo tuffati nel verde della conca del Mugello. Per ultimo, abbiamo attraversato verdi uliveti che ci hanno condotti fino a Piazza della Signoria a Firenze.
LE TAPPE
Noi abbiamo deciso di dividere questo cammino in 7 tappe per arrivare a Firenze con una media di 15/20 Km al giorno, ma si può comodamente fare in 6 giorni. Altrimenti, se sei un esperto escursionista puoi anche pensare di fare la Via degli Dei in 3 / 4 giorni.
Mi sento però di consigliarti di adottare un pensiero slow quando si fanno questi cammini per godere al massimo del benessere della natura.
Per questo cammino, abbiamo seguito le indicazioni della guida “Guida alla Via degli Dei. Da Bologna a Firenze e ritorno.” di Simone Frignani ed. Terre di Mezzo. La guida è aggiornata al 2022 e contiene un sacco di consigli e spunti per percorrere al meglio il percorso sia a piedi che in bici e in entrambe le direzioni.
Vi consiglio di acquistarla prima di partire per avere sempre un punto di riferimento con voi, anche quando siete a 1000mt e il cellulare non prende benissimo.
BOLOGNA – MONTE ADONE (23 KM)
Per tutta la prima tappa siamo stati accompagnati da una pioggerellina tropicale con umidità del 200%, che nel pomeriggio si è trasformata in un temporale coi fiocchi. Per questo, questa è stata forse la tappa più faticosa di tutta la Via.
Partiti da Piazza Maggiore, abbiamo raggiunto il Santuario di San Luca percorrendo i lunghissimi portici di Bologna: con 3.796 m e 666 arcate sono i più lunghi del mondo e quest’anno hanno ricevuto il riconoscimento di Patrimonio mondiale dall’UNESCO.
Usciti dal centro metropolitano di Bologna, si apre davanti a noi la Valle del Reno con le sue verdi colline. Incrociamo solo all’inizio un pezzo di strada asfaltata, ma poi il sentiero diventa subito sterrato e, data l’ingente pioggia che continuava a cadere dalla mattina e che ci ha costretto a un paio di fermate, molto molto fangoso. Ci inoltriamo in un bosco di querce che attraversiamo per diversi chilometri, immergendoci completamente nei profumi della natura. Riemergiamo sul sentiero 122 per il monte del Frate e pochi chilometri dopo seguiamo il sentiero 110 per il monte Adone. Appena dopo la spianata di monte del Frate, si trova il B&B Sulla Via degli Dei. Davanti a una rigenerante birra termina la prima tappa.
Lungo questa tappa non ci sono fontanelle né punti ristoro, ricorda di portare con te almeno 2lt d’acqua (soprattutto se fa molto caldo) e qualche spuntino.
MONTE ADONE– MONZUNO (16 KM)
La mattina successiva riprendiamo il sentiero 110 e con una breve salita arriviamo al Monte Adone. (Si può anche scendere direttamente a Brento, ma ti consiglio di non perdere questo punto panoramico eccezionale!). Le colonne di ardesia si innalzano verso il cielo creando particolari scorci e uno scenario da favola; raggiungendo la croce si può ammirare il panorama della Valle del Reno in tutta la sua bellezza e lasciare la propria firma sul libro dei viandanti.
Dal Monte Adone si scende agevolmente fino a Brento, qui ci si imbatte in una trattoria dove ci si può fermare per una seconda colazione.
La strada continua in falsopiano per poi salire seguendo le indicazioni della Flaminia Militare, che da questo momento continueremo a percorrere fino al Passo della Futa. Camminando tra ginestre e boschetti arriviamo fino a Monterumici, sulla Linea Gotica (per vederla però è necessario uscire dal cammino e tornare indietro di un buon km). Qui la strada segue la provinciale perciò è bene prestare molta attenzione alle macchine. Oltrepassiamo Selve e Tre Fasci prima di tornare su stradine meno trafficate che ci portano in Piazza XXIV Maggio a Monzuno.
Se vuoi campeggiare in tenda, è possibile sostare all’ ”Area sosta tende Pantheon” nel campo sportivo di Monzuno, appena fuori dal paese lungo la Via degli Dei. Il costo è di 5€ a persona, con possibilità di utilizzo degli spogliatoi (belli grandi), acqua calda, luce e area pic-nic.
Lungo la Via degli Dei: MONZUNO – PIAN DI BALESTRA (15 KM)
La terza tappa inizia in ripida salita fino al falsopiano che costeggia il B&B Rifugio del Viandante. Qui si trovano alcune installazioni artistiche tra cui una bellissima stalla ridipinta. Il sentiero si restringe entrando in un fitto bosco di faggi fino a raggiungere un castagneto. La strada continua in salita e rientra nel bosco fino a raggiungere un prato a fianco dell’antenna per le telecomunicazioni. Continuiamo lungo il crinale dove si aprono meravigliosi paesaggi appenninici, in località Sasso Rosso. Raggiungiamo le Croci, a quota 860 m/slm, un’antica dogana tra lo Stato della Chiesa e il Granducato di Toscana. Seguendo le indicazioni per il sentiero 19, raggiungiamo la salita che porta al Monte Galletto, dove si trova un impianto eolico, e proseguiamo in discesa sulla via Romana Antica. Arriviamo così a Madonna dei Fornelli.
Inizialmente ci saremmo dovuti fermare qui e dormire in tenda, ma decidiamo di proseguire per 5 km e consumare la ripida salita nel primo pomeriggio. Entriamo in un bosco pieno di lamponi e ritroviamo la Flaminia Militare. Poco oltre saliamo sulla sommità del monte dei Cucchi. Proseguiamo in falsopiano fino a raggiungere 1.120 m/slm. Attraversata una pineta e una stradina asfaltata arriviamo a Pian di Balestra.
Se vuoi fermarti qui, ti consiglio di alloggiare presso il Rifugio Casa delle Guardie. Immerso nel bosco, è un’oasi di tranquillità in cui rilassarti. Ampie camere con bagno privato e tutti i comfort sono una coccola a cui non potrai resistere. Colazione inclusa, cena a 20€ (circa).
PIAN DI BALESTRA – PASSO DELLA FUTA (10 KM)
Lasciamo a malincuore il nostro alloggio, ma ripartiamo in compagnia di un gruppetto di viandanti. A poco più di un km si trova il confine tra Emilia-Romagna e Toscana. Lo attraversiamo di prima mattina e proseguiamo lungo la Flaminia Militare. Raggiunta la sommità del Monte Bastione, iniziamo a scendere in mezzo a un boschetto che si apre davanti alla radura del Capannone. Ci fermiamo ad ammirare il panorama pazzesco degli Appennini e continuiamo verso Piana degli Ossi. Superiamo la faggetta e iniziamo ad affrontare la salita più dura della giornata, le Banditacce, a quota 1.204 m/slm. È il punto più alto della Via degli Dei.
Da questo momento il sentiero procede in discesa sotto la linea di crinale, una leggera passeggiata di un’oretta ci porta al Passo della Futa, passando davanti al cimitero militare germanico. Concludiamo questa tappa al Camping la Futa, dove sostiamo in tenda per la notte.
PASSO DELLA FUTA – SAN PIERO A SIEVE (22 KM)
Riprendiamo il cammino seguendo il sentiero 00 verso l’Osteria Bruciata. In questo tratto di crinale la vegetazione è molto bassa e l’ombra è del tutto assente. Deviamo sul sentiero 50A+50 che ci permette di evitare una faticosa salita e di arrivare all’Osteria Bruciata per un tratto più semplice. Raggiungiamo la lapide di pietra che indica il luogo esatto in cui si trovava questo antico passo, famoso per una cruenta leggenda: si dice, infatti, che il locandiere usasse uccidere i suoi ospiti per derubarli e poi li cucinasse li offrisse ai successivi clienti finché non fu scoperto, impiccato e l’osteria data alle fiamme.
Da qui continuiamo lungo il sentiero Cai 46 per Sant’Agata. Appena scesi in una abetina superiamo i ruderi di una casa in pietra.
Da questo momento si inizia a scendere. È questo il tratto più difficile della tappa: scendiamo, infatti, lungo una sassaia piuttosto ripida e lunga, consiglio di prestare molta attenzione.
Gli ultimi 6 km verso San Pietro a Sieve sono tutti su asfalto in leggera discesa.
San Piero a Sieve è uno dei Borghi più belli d’Italia. Costruito nell’XI secolo, il suo periodo migliore fu tra il XIV e il XVI secolo sotto i Medici.
Da vedere: la scenografica Piazza Colonna, la chiesetta del ‘300, Villa Adami e la Fortezza di San Martino voluta da Cosimo I.
Noi abbiamo dormito all’Affittacamere la Via degli Dei, una struttura a ostello dotata di spazio cucina, ampi bagni e comodi letti (anche a castello). Si può dormire con il proprio sacco a pelo oppure chiedere le lenzuola.
Per cenare ti consiglio di andare al Ristorante Bonaugo dove trovi un menù completo del camminatore a 15€; per la colazione, invece, vai al Caffé Pasticceria Turismo sulla strada principale.
SAN PIERO A SIEVE – OLMO (20 KM)
Da Piazza Colonna, lasciamo San Piero salendo una ripida salita verso il Castello del Trebbio, voluto nel ‘400 da Cosimo de’Medici. È Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2013. Qui si trova l’unica fontana del sentiero fino al Monte Senario.
Dopo aver superato Tagliaferro, ci inoltriamo in un bosco di querce dove saliamo fino alla Badia del Buon Sollazzo, oggi completamente abbandonata. Saliamo in un bosco di castagni fino alla radura di Sodera. Ci aspetta la seconda e ultima salita della giornata fino al Santuario di Monte Senario, il più importante della Toscana. Qui si trova una fontana e un bar per uno spuntino.
Scendiamo lungo le mura di cinta del Santuario e, usciti dal bosco, imbocchiamo la strada panoramica che raggiunge Croce dei Sette Santi. Camminiamo tra ampi prati finché davanti a noi si apre una magnifica vista sulla piana di Firenze. Manca davvero poco all’arrivo e vedere la cupola del Duomo in lontananza è un’emozione grandissima.
Per alloggiare a Olmo, arrivati a Fiesole deviamo seguendo le indicazioni per il Ristorante Dino, un paio di km fuori dal percorso principale.
A Olmo, consiglio di alloggiare all’Albergo Ristorante Dino: ampie camere con aria condizionata e bagno privato, possibilità di cenare sull’ampio terrazzo con vista Firenze e colazione a buffet.
La fine della Via: OLMO – FIRENZE (15 KM)
Lasciamo Olmo in tarda mattina e percorriamo il sentiero Stilicone (+0,4km), una variante rispetto al percorso classico che passa tra filari e uliveti. Superiamo la Pieve di Montereggi e continuiamo a camminare tra ampi uliveti e boschetti inaspettati che garantiscono una fresca ombra. Puntiamo verso il primo pit-stop della giornata, Fiesole.
Arriviamo a Fiesole per ora di pranzo, la giornata è molto calda perciò decidiamo di mangiare gli ultimi km della tappa con l’autobus per non rischiare di compromettere piedi e ginocchia. Consiglio questa opzione sia in giornate con temperature elevate sia a chi durante il cammino ha subito danni alle articolazioni. L’autobus 7 ci porta fino a Santa Maria Novella e da lì recuperiamo gli ultimi 500 metri. Passiamo la Basilica di San Lorenzo e usciamo su Piazza del Duomo. Imbocchiamo via dei Calzaiuoli per arrivare in Piazza della Signoria, dove concludiamo la Via degli Dei!
Continua il tuo viaggio lungo la Via degli Dei con questo video:







