Ti vedo che con l’arrivo dell’autunno ti è venuta una strana frenesia di andare a caccia di foliage. Ti arrovelli su quali siano i posti ideali per vedere le foglie colorarsi di arancione o quale sia il bosco migliore per scattare foto incredibili. Hai letto tutti i blog possibili ma nulla ti ha soddisfatto veramente?
Forse noi abbiamo la soluzione alla tua caccia al foliage.
Ecco quattro trekking imperdibili per vedere il foliage nel nord Italia presentati da Chiara di Verdevagando, Sonia di Girinsoliti, Chiara di Inviaggioconclere.blog e me.
Foliage sul Lago di Garda
di Chiara Mazzucco, Verdevagando
Giornata ideale per andare alla ricerca dei colori autunnali sul Lago di Garda: ci sono 17 gradi e sembra più una fresca mattina primaverile anziché una giornata di ottobre! Il verde ancora predomina sulle colline, lungo le mulattiere, nelle piccole valli e dai belvederi si ha l’impressione di godere dell’ultimo sapore estive. Le tonalità calde e avvolgenti che timidamente compaiono nei giardini e nelle radure ci ricordano che la stagione dei colori è arrivata e che è il momento giusto per ammirare l’incantevole fenomeno del foliage.
La passeggiata ci porta all’Eremo di San Valentino, partendo da Sasso, frazione di Gargnano, dove si prende il sentiero 31 all’inizio del paese (qui potete lasciare l’auto). Si attraversano alcuni campi, un castagneto e poi un bosco, che aumenta la pendenza nell’ultimo tratto e diventa leggermente più impegnativo per la presenza di massi e punti esposti in cui è consigliato fare attenzione. Il bosco ci accoglie con le sue infinite sfumature: dal marrone più cupo, al verde scuro, passando dall’arancione al giallo ocra, fino al rosso vivo. Pura gioia per gli occhi, un’atmosfera unica e magica!
Accediamo all’Eremo attraverso una porticina in legno che ci conduce al piccolo cortile delimitato da cipressi proprio dinanzi all’antico edificio bianco costruito a ridosso della parete rocciosa. Si narra sia stato costruito dagli abitanti del luogo per sfuggire alla peste del 1630. Alcuni locali e una chiesetta con campanile che custodisce la campana originale. Dicono che porti fortuna suonarla. Un luogo incredibilmente affascinante che ci regala una veduta suggestiva su Gargnano, il lago e la catena del Monte Baldo.
Lungo il percorso troverete alcuni punti panoramici vista lago e monte Pizzoccolo dove uno scatto è obbligatorio! Il percorso è facile e adatto a tutti, la durata complessiva è di circa 2 ore (andata e ritorno).
Al rientro vi consiglio una sosta a Gargnano, per una passeggiata tra i suoi vicoli o per un caffè sul lungolago, o meglio ancora per pranzare in una delle tante trattorie dal sapore autentico e gustare le eccellenze della tradizione gardesana.
Trekking nel foliage delle Langhe
di Sonia Frattallone, Girinsoliti
Mi trovo a La Morra, un borgo della provincia di Cuneo, situato sulla cima di un promontorio, che domina da un lato la valle del Po e la catena delle Alpi, dall’altro un susseguirsi di colline coltivate a vite.
Qui ho fatto a piedi il Sentiero del Barolo, un percorso ad anello di 11,5 km e 400 mt di dislivello. Si passa tra le vigne del vino per eccellenza, il Barolo.
Un cammino tra strada asfaltata e vigneti, dove il panorama diventa una tavolozza di colori caldi, quelli dell’autunno. Un paradiso per gli occhi, ma anche per l’olfatto, grazie ai resti di mosto d’uva.
Lungo il percorso si incontrano 3 luoghi che non puoi perdere: la Panchina gigante, il cedro del Libano vecchio di 160 anni e la coloratissima Cappella del Barolo.
Questo è uno dei miei sentieri preferiti, perché davvero mette serenità e pace al cuore.
Durante il tragitto si trovano molte cantine ed osterie, quindi se non si ha fretta si possono fare delle pause interessanti, oppure si può optare per un bel pranzo al sacco tra gli alberi.
È un percorso adatto a tutti. C’è qualche sali e scendi e a tratti è più sabbioso, ma secondo me possono farlo anche i bambini abituati a camminare e a stare in mezzo alla natura.
Il foliage era ancora un po’ timido, ma sicuramente nelle settimane successive avrà dato libero sfogo allo spettacolo di colori che solo l’autunno sa regalare.
Dopo essersi rigenerati nella natura, vi consiglio un bel aperitivo con tagliere di salumi e formaggi e ottimo vino in uno dei winebar situati nel centro del borgo e godersi il tramonto dal Belvedere di La Morra. Le Langhe donano bellezza in ogni stagione dell’anno.
Trekking ad Anello: Lago Santo – Monte Giovo
di Chiara, In viaggio con Clere
Lago Santo è una località in cui gli accenti si confondono perché molto vicino al confine Toscano nonostante sia ancora in provincia di Modena.
Per arrivarci è necessaria l’auto e arrivare a Pievepelago. Si prende poi la statale per il Passo delle Radici e, seguendo le indicazioni per “Lago Santo”, si raggiungono i parcheggi dove la strada asfaltata finisce.
Si incomincia a salire per una stradina in cui incontreremo una deviazione: Lago Baccio a sinistra e Lago Santo a destra.
Io decido di andare a destra perché il mio itinerario parte proprio dal rifugio Vittoria, gestito da Massimo, un ragazzo ospitale e simpatico che ti farà sentire a casa . Ti consiglio prima di metterti in cammino di fare colazione nel suo rifugio perché fa delle crostate che ancora me le sogno la notte!
Il trekking è ad anello: partendo da Lago Santo arriva su a Monte Giovo con delle alternative che vi suggerisco qualora il tempo non sia dei migliori.
Il foliage scoprirete essere di per sè magico già da Lago Santo, che comunque merita una camminata tutta in piana che costeggia il lago. Per cui se siete alla ricerca di qualcosa di semplice come una piacevole camminata senza nulla di impegnativo questa potrebbe già essere un’alternativa. Diversamente, usciamo dal rifugio di Max per tornare verso il parcheggio ma seguendo le indicazioni Lago Baccio.
Il percorso Lago Santo – Lago Baccio è di facile percorrenza, il sentiero ricco di alberi e ci catapulterà davvero nell’autunno che stavamo cercando. Il dislivello è in salita ed è di soli 50 mt. tra sali e scendi per circa una mezz’oretta e l’arrivo è spettacolare! Qui per gli amanti dell’arrampicata c’è una palestra di roccia e una falesia poco più avanti!
Se le condizioni lo permettono potete continuare a salire per godere di un panorama unico e salire verso la cima del Rondinaio. Arrivati a lago Baccio si prosegue a sinistra e si entra in un bosco in piana per poi incominciare a salire! Da qui in poi è più complesso e c’è bisogno di un po’ di allenamento perché la salita è ripida e su roccia, ma arrivati in cima è davvero meraviglioso. Si vede lago Baccio dall’alto, lago Turchino (che diversamente non potreste vedere) e la strada per il Monte Giovo!
Gran parte della salita è fatta, il pezzo più stancante è stato affrontato! Qui potete decidere se fermarvi e tornare indietro, in circa un oretta e mezza tornate a lago Baccio! Mentre per i più avventurieri e allenati possiamo proseguire verso il Monte Giovo! Il sentiero è alpinistico e non faticoso costeggiando tutto il crinale per poi ricominciare a salire.
Valutate voi se continuare o meno perché il tratto in cui si sale è roccioso e un po’ esposto con un pezzo attrezzato! C’è anche una sentiero variante che si prende a lago Santo ma che non ti farebbe vedere lago Baccio né il Rondinaio.
Finito questo tratto, 5 minuti di camminata ed eccola lì: la croce con anche il giglio toscano. Da lì davvero godete di tutto, una visione 360° in cui potete ripercorrere il sentiero fatto e la soddisfazione dell’arrivo.
Per scendere le possibilità sono due: 1. Più lunga ma molto più lieve affrontando dislivelli con facilità e quindi proseguite dritto lasciandovi il panorama alle spalle; 2. Una più breve ma con una discesa davvero ripida e spezza ginocchia (quella della deviazione di cui vi avevo parlato prima). Entrambe finiscono a Lago Santo.
Stanchi? Sicuramente! Sono solo 7,7 km ma il tempo, a causa del dislivello di 500 mt., da considerare è almeno 4,5h di camminata tra qualche foto e pranzo al sacco al volo.
Arrivati concludiamo in bellezza con aperitivo al Rifugio Vittoria: tagliere di salumi locali e birra!
Io di solito mi fermo anche a dormire perché il cielo del Lago Santo regala forti emozioni e la cena in rifugio è ottima!
Ma se quello che stavate cercando è un giro panoramico alla ricerca dell’autunno, in base alle proprie capacità qui si può davvero trovare una soluzione adatta a tutti e nessuna di queste vi deluderà!
Trekking al Lago Calamone
di Sara Lasagni
Il Lago Calamone è uno dei più famosi laghi dell’Appennino reggiano, ai piedi del monte Ventasso. Incastonato tra i rilievi montuosi, si trova a circa 1400 m slm ed è facilmente raggiungibile sia con percorsi trekking, attraversando i boschi che lo circondano, sia con una breve passeggiata dal parcheggio sottostante.
Io ho scelto di fare un percorso ad anello dal Rifugio Pratizzano al Lago Calamone e ritorno per ammirare la bellezza dei colori autunnali che esplodono in questo periodo. Il foliage adesso è al massimo del suo splendore e le sfumature di rosso e arancione si intrecciano con i gialli e i verdi più tenui. Un vero spettacolo!
Lascia l’auto all’incrocio che porta al Rifugio Pratizzano (1245 m slm) e torna indietro lungo la strada da Montemiscoso per circa 10 minuti finché sulla destra non compariranno alcuni cartelli CAI bianchi e rossi. Imbocca il sentiero 667A verso il Lago Calamone e inizia a salire in mezzo ai boschi. Stando attenta a seguire le tracce bianche e rosse, segui il percorso fino a un bel prato che rientra nel bosco fino a raggiungere una pista da sci. Attraversala e raggiungi una seconda pista da sci dove è ben visibile uno skilift. Non farti attrarre come me dalla discesa, ma rimani in quota raggiungendo magnifici pascoli da cui è possibile ammirare il panorama del Ventasso. Si sale ancora leggermente per raggiungere un ampio altopiano prativo. Da qui si inizia una rapida discesa che porta alle sponde del Lago Calamone.
Il Lago Calamone è il luogo ideale dove fermarsi a fare uno spuntino dopo tanta fatica. Un panino al volo seduta su una delle panchine che lo circondano è il posto perfetto per ammirare il foliage d’autunno o perdersi ascoltando il rumore del vento tra le foglie. In alternativa puoi scegliere di fermarti al rifugio Venusta e gustare un buon piatto caldo guardando i monti che si specchiano nel lago.
Dopo aver scattato mille mila foto a questo bellissimo posto, si riprende il trekking partendo da dietro il Rifugio Venusta. Prendi di nuovo il sentiero 667 in direzione rifugio Pratizzano. Passando in mezzo a boschetti e radure si sale fino al crinale del Monte Pastorale con stupendi scorci sull’Alpe di Succiso. Qui si trova un bivio che a sinistra porta in cima al Ventasso e a destra segue il 667. Teniamo la destra e proseguiamo lungo il sentiero che in certi punti si fa veramente stretto. La passeggiata procede con leggeri sali e scendi fino all’ultimo strappetto che confluisce nella strada asfaltata del Passo di Pratizzano. Continuiamo per circa 500 m su asfalto fino al parcheggio del Rifugio di Pratizzano.
Guarda questo reel per vedere tutta la bellezza del foliage in Appennino:






