Mi siedo da Sfrigola, in una delle vie più animate di Palermo, e addento un’arancina al ragù. Solo ora mi rendo conto che oggi è il mio compleanno e ho ancora un paio di ore per poterlo festeggiare come si deve. Dodici ore prima ero in casa, zaino pronto, un aereo da prendere e un aperitivo organizzato da mia mamma per festeggiare prima della partenza. Non si può lasciare la festeggiata senza torta. Il pensiero dolcissimo di mia mamma ha una sola controindicazione: partenza in ritardo e volo perso. Per la prima volta ho perso l’aereo. Dopo aver passato tutto il pomeriggio in aeroporto, finalmente, però, ora sono a Palermo con Simone e qui inizia il nostro viaggio on the road in Sicilia. è stata Palermo.
Ecco la mia guida su cosa vedere a Palermo in 24 ore, rigorosamente a piedi!
Da piazza Quattro Canti al mare di Palermo
Con la guida in mano e dopo una colazione a base di cannolo siciliano e dolcetti alla mandorla alla Pasticceria Costa, mi sono dedicata a un tour della città. Non vedevo l’ora di scoprire tutti quei posti e quei tesori che fino ad allora avevo visto solo in foto. Mi sono incantata con il naso all’insù ad ammirare la geometria di piazza Quattro Canti. Le sue decorazioni uniche creano un susseguirsi di forme e di colori che si innalzano verso il cielo e aprono la strada verso l’incanto della città. Mi inoltro nel quartiere della Kalsa per vedere subito piazza Pretoria con la sua famosa fontana. Ogni figura, ogni statua è unica e ricca di dettagli, ed è impossibile non rimanerne affascinati e cercare di catturare ogni singola inquadratura di quel posto.
Scendendo verso il mare, si incontra il Giardino di Garibaldi di piazza della Marina: ideale per riposarsi all’ombra di un ficus gigante. Appena prima di Porta Felice, alzando gli occhi verso il cielo, si possono incontrare gli occhi ridenti di Falcone e Borsellino, ritratti in un bellissimo murales, nella loro foto più famosa. Risalendo da via Lincoln, si incontra il giardino di Villa Giulia, realizzato alla fine del Settecento e punteggiato da numerose sculture.
Cosa vedere a Palermo: il mercato di Ballarò e la Chiesa de Gesù
Da corso Tukory si entra nello storico, coloratissimo e pazzesco mercato di Ballarò. Qui i profumi della Sicilia si rincorrono con l’odore delle spezie e il vociare dei commercianti che invitano i turisti ad assaggiare i loro prodotti. Se siete alla ricerca di qualche sapore particolare, qui potete assaggiare le stigghiole, a base di budella d’agnello.
Rientrando verso il cuore della città, sono passata davanti alla Chiesa del Gesù, un complesso architettonico di epoca barocca. Entrando, la luce abbagliante del sole ha lasciato posto a uno spettacolo unico: l’interno è tutto decorato da bassorilievi in marmo bianco, tarsie, statue e arabeschi che animano ogni centimetro della chiesa e la rendono austera, magnifica e luminosa.
Nel pomeriggio, dopo aver ricaricato le energie con un’arancina al burro da KePalle – Arancine d’Autore e un cannolo ricotta e cioccolato da Cannoli & co., mi dedico a un tour dei monumenti più importanti del centro.
Lo splendore della Cappella Palatina e la Cattedrale tra le cose da vedere a Palermo
Inizio dal Palazzo dei Normanni, il palazzo reale di Palermo costruito nel 1130. La sua storia racconta il passaggio di culture diverse che hanno reso la sua architettura e la storia della Sicilia unica al mondo. Insieme alle cattedrali di Cefalù e Monreale, fa parte dell’itinerario arabo-normanno, dichiarato patrimonio Unesco nel 2015.
All’interno, protetta come un tesoro prezioso, si trova la Cappella Palatina. Voluta da Re Ruggero II, è un esempio speciale di incontro tra la cultura araba, quella latina e quella bizantina.
Il soffitto è decorato da bellissimi mosaici che raccontano le storie del Vecchio e Nuovo Testamento, ma quello che vi lascerà più a bocca aperta, per tutta la sua potenza è il Cristo Pantocratore che si staglia all’interno della cupola della Cappella.
Il biglietto d’ingresso per il Palazzo dei Normanni e la Cupola costa 19€.
Nel tardo pomeriggio sono andata a visitare la Cattedrale di Palermo. L’esterno, dall’architettura variegata, è in netto contrasto con l’interno, finemente decorato e austero. Entrando, sul lato destro, si trova una biglietteria: qui ho acquistato il ticket per salire sui tetti della Cattedrale (7€) e ammirare da qui il tramonto. Quando il sole si abbassa, una luce tenue riscalda i tetti della città e dalla Cattedrale si gode di una vista unica sulle case e fino al mare.
Per brindare a questa città e continuare la mia ricerca dei sapori della Sicilia, non potevo non passare all’Osteria Ballarò e assaggiare la loro degustazione di piatti tipici siciliani. Una deliziosa combinazione di piatti di mare e di terra che, abbinata a un buon vino locale, chiude perfettamente la giornata palermitana.
Chiesa della Martorana e San Cataldo
Prima di ripartire mancano ancora due cose da vedere a Palermo.
Nel quartiere della Kalsa, si trova la Chiesa di Santa Maria dello spasimo, un’antica chiesa benedettina, costruita nel ‘500 di cui rimane solo lo scheletro. Infatti nel corso del tempo ha subito così tanti danni, alluvioni e ricostruzioni, che è rimasta una struttura completamente diversa dall’originale. Oggi, la Chiesa dello Spasimo è un bellissimo esempio di recupero architettonico, un teatro scoperto che ospita mostre, concerti e manifestazioni culturali.
Simbolo di Palermo, non poteva mancare nel tour di 24 ore, il complesso della Martorana e la chiesa di San Cataldo, affacciate su piazza Bellini.
Delle due quella che ho amato di più è sicuramente la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, la Martorana appunto: l’interno è un incantevole mix di stili che ti lascerà con il naso all’insù. L’atrio è costellato da affreschi settecenteschi ricchi di colori e riflessi dorati che segnano una cesura di stile e di storia con il corpo centrale decorato a mosaici. Qui l’oro e il blu fanno da padroni alla scena creando un effetto unico. Un vero gioiello.
Piccola curiosità: La chiesa della Martorana appartiene alla Piana degli Albanesi e la liturgia viene officiata secondo il rito bizantino
La chiesa di San Cataldo, invece, è soprattutto famosa per l’esterno: la sua imponente struttura monocromatica si scontra con il rosso intenso delle cupole che la sormontano, e che l’hanno resa famosa a milioni di turisti.
Il biglietto d’ingresso per la chiesa di San Cataldo costa 2,50€ e dà diritto a una riduzione sul costo dell’ingresso agli altri edifici del circuito del Sacro.
Sei già stat* a Palermo? Qual è il luogo che ti è piaciuto di più? Ti aspetto nei commenti!






