No, l’Andalusia on the road non era nei piani del 2022, ma è stato un viaggio che porterò sempre nel cuore: per i paesaggi bellissimi che abbiamo attraversato, per il profumo di arabia che invade tutta quella terra e per gli strepitosi piatti che abbiamo assaggiato.
L’idea di questo viaggio è stata di Simone. Durante un aperitivo, quest’estate ci siamo messi a fare l’elenco dei viaggi che avremmo voluto fare in futuro. Tra questi c’era quello della mia laurea che cadeva a fine ottobre. La prospettiva di fare un viaggio al freddo non mi allettava per niente. L’unica meta, abbastanza vicina, che poteva andare bene a entrambi era la Spagna. E perché non un viaggio in van in Andalusia? La soluzione perfetta per la mia voglia di provare a dormire in van e la sua di conoscere un territorio così variegato.
Zaini pronti, partenza, via…
Andalusia on the road: il mio itinerario
DISCLAIMER n.1: noi abbiamo fatto questo viaggio a novembre, quindi se vuoi fare questa esperienza in primavera o estate dovrai per forza prendere altri accorgimenti (ad esempio, non parcheggiare il van in spiaggia: è vietato! però puoi farti la doccia all’aperto senza rischiare di prendere un raffreddore)
DISCLAIMER n.2: la nostra esperienza con la compagnia di noleggio van è stata pessima per cui qui non troverai né il nome né il link al loro sito, ma ti scriverò i camping dove abbiamo sostato durante il nostro on the road in Andalusia.
La nostra idea era quella di vedere il più possibile nei 13 giorni che avevamo, unendo storia, cultura, buona cucina ma anche natura e relax tra l’entroterra e le coste dell’Andalusia. Partendo da Siviglia, ci siamo mossi in senso orario andando prima verso Granada e scendendo poi sulla costa per vedere Malaga, Tarifa, Cadice e poi siamo risaliti da Jerez de la Frontera per rientrare a Siviglia, dove abbiamo concluso il nostro tour.
Qui sotto ti lascio il nostro itinerario di 13 giorni per girare l’Andalusia on the road in van:
Siviglia: Giorno 1
Lasciamo l’aeroporto e saliamo sull’autobus, il mezzo più economico (4€ solo andata / 6€ andata e ritorno) per raggiungere il centro città. Conta che ci vuole circa un’ora.
In questa prima tappa abbiamo deciso di dedicarci alla scoperta della città. Passiamo la mattina tra il quartiere di Triana con le sue ceramiche e il mercato centrale, e il centro storico dove si trova la Plaza de Toros, la luminosa Plaza de España e il Barrio de Santa Cruz. Tra le stradine si nascondo bellissimi cortili interni, da non perdere quelli delle nobili ville come il Palacio de las Dueñas.
Siviglia è una città affascinante in cui si mescolano la cultura mudejar con lo stile barocco e romantico, il tutto circondato da alberi d’arancio.
Dedichiamo la seconda parte della giornata alla visita della Cattedrale, costruita sui resti dell’antica moschea, e della Giralda, una volta il minareto, da cui si gode di una magnifica vista sulla città e sul Rio Guadalquivir.
Partiamo per l’on the road in Andalusia: Giorno 2
Dopo aver ritirato il van, usciamo dalla città in direzione di Italica, un sito archeologico davvero importante perché qui si trovano le rovine della prima città romana nella penisola iberica, città natale di Traiano e Adriano. Da ammirare soprattutto i mosaici e l’anfiteatro, uno tra i più grandi mai costruiti.
Il sole è già tramontato quando parcheggiamo il van a Carmona, per questa notte si dorme nel parcheggio gratuito ai piedi della Puerta de Cordoba. Perdersi per il centro è uno dei modi che amo di più per scoprire un nuovo borgo pieno di bellezze come questo.
Giorno 3 tra Cordoba e Zuheros
Questo terzo giorno lo dedichiamo a due siti culturali davvero incredibili: la Mezquita de Cordoba e la Medina Azahara. La prima si trova all’ingresso della città di Cordoba e si tratta di una delle opere islamiche più spettacolari del mondo. Costruita nell’VIII secolo, è famosa soprattutto per il suo interno unico: il soffitto decorato è sorretto da 856 colonne e archi a strisce bianche e rosse che creano un effetto ottico davvero sorprendente.
La Medina Azahara, invece, si trova fuori dalla città, a meno di 10 km a ovest. Si tratta di un complesso archeologico molto vasto di cui oggi si conosce solo un decimo della città originaria. Un tempo, infatti, era una sontuosa città-palazzo di un califfo. Da notare soprattutto l‘Edificio Basilical Superior, gli archi che appartenevano al Gran Portico e la Casa di Yafar.
Riprendiamo il van e andiamo a visitare uno dei primi Pueblos Blancos di questo viaggio on the road: Zuheros. È un piccolo borgo arroccato su una collina che domina una distesa di uliveti a perdita d’occhio. La sua caratteristica? Essere completamente bianco.
Infine, arriviamo a Granada dove fermiamo il van al camping Finca Bellavista.
Granada: Giorno 4
Granada merita almeno un giorno intero. Dedichiamo la mattina a scoprire il centro storico, evitando di perderci nel caos della parte nuova. È qui, nel centro storico, che si respira davvero la commistione tra la cultura araba e quella cattolica. Partiamo dalla Cattedrale e quasi subito ci infiliamo in una serie di viuzze su cui si affacciano diversi bazar: rimaniamo folgorati. È esattamente quello che ci aspettavamo da questo viaggio.
Saliamo poi verso l’Albayzin, famoso per i suoi Mirador , ovvero i punti panoramici, come il Mirador San Nicolás. Poi a Sacromonte, il quartiere rom, dove si trovano le cuevas in cui si balla il flamenco.
Il pomeriggio è tutto per l‘Alhambra di Granada, l’ottava meraviglia del mondo. Non scherzo, è proprio nella classifica Unesco. E come dargli torto? Da ogni angolo la si guardi, ti incanta. Non credo ci sia un esempio migliore di quello che la cultura araba ha dato ed è stata per questa terra. I giardini, le decorazioni, le architetture, i portali, le viste panoramiche su tutta la Sierra…farai fatica a dimenticarti il calore che riesce a trasmetterti.
Tra la Sierra e il mare: Giorno 5
Questa è una delle tappe che speravo davvero di riuscire a fare nel nostro viaggio on the road in Andalusia: vedere la natura selvaggia della Sierra Nevada e poi tuffarmi in mare su una delle coste più belle della Spagna. Beh, forse tuffarmi è un po’ troppo a novembre, ma ho reso l’idea.
All’ingresso della Sierra Nevada, a Monachil, comincia un trekking semplice e molto paesaggistico tra ponti sospesi e panoramiche sulle gole: Los Cahorros de Monachil. Se hai tempo, ti consigli di dedicarci una mattina. Nel pomeriggio arriviamo a Malaga, dove lasciamo il van al camping Area Malaga Beach. Decidiamo di rimandare la visita alla città al giorno dopo.
Caminito del Rey: Giorno 6
Anche il sesto giorno inizia con un trekking e non uno qualsiasi. Il più spettacolare e pericoloso trekking che puoi fare in Andalusia: El Caminito del Rey. Il percorso parte da El Puerto de las Atalayas e si snoda, all’interno del parco naturale Desfiladero de los Gaitanes, tra gole, strapiombi e canyon mozzafiato. Il fiore all’occhiello sono le passerelle sospese e l’ultimo ponte, quello più alto, a 100mt di altezza.
Finita quest’esperienza adrenalinica torniamo a Magala dove ci rilassiamo tra le vie del centro, il lungo mare e i localini dall’aria sempre estiva.
Giorno 7 del nostro on the road in Andalusia
Salutiamo il mare e rientriamo per percorrere un altro pezzo della Ruta de los Pueblos Blancos. In questa tappa vediamo Setenil de las Bodegas, scavata nella roccia, e Olvera, ma prima ci fermiamo a Ronda per scoprire tutti i segreti della corrida, sport nato proprio qui, e vedere lo splendido Puente Nuevo (un perfetto spot fotografico, ma ssshhh, che rimanga tra noi ;) )
Via verde de la Sierra: Giorno 8
Poco sopra Olvera, si stende la Via Verde de la Sierra, un percorso ciclabile che attraversa pascoli di tori, fattorie, uliveti e alcune cime. Chi siamo noi per non farlo? Abbiamo noleggiato le e-bike e percorso 20 dei 40 km totali, arrivando fino a Coripe. La fine reale sarebbe Puerto Serrano, ma noi abbiamo preferito fare solo un pezzo per dedicare il resto della giornata ad altri due borghi bianchi: Zahara de la Sierra e Arcos de la Frontera.
Tarifa e le spiagge della Costa de la Luz: Giorno 9
Fare un on the road in Andalusia è la scelta ideale per chi vuole alternare mare e montagna. Il nono giorno è tutto per il mare. Scendiamo verso Tarifa, il punto più a sud d’Europa: da qui si può vedere l’Africa. È una tipica città portuale che vedere il suo apice in estate quando si popola di turisti, ma soprattutto di surfisti che amano le sue spiagge davvero molto ventose.
Da segnalare il Castillo de Guzman el bueno e, se vuoi provare a scorgere le coste africane, El mirador de Africa è il posto giusto.
Per rilassarvi non c’è niente di meglio che sorseggiare una birra coi piedi nell’oceano: segnati Playa de los Lances e Playa de Bolonia, con la sua famosa duna. Qui si respira aria di libertà mentre i surfisti fanno i loro spettacoli in acqua.
Essendo bassa stagione abbiamo potuto lasciare il van sulla spiaggia senza problemi (ce n’erano tantissimi). Ovviamente questo non è possibile in estate.
Cadice: Giorno 10
Dopo una romantica colazione in riva all’oceano, ci spostiamo verso Cadice, la capitale della Costa de la Luz. Il suo clima allegro, i colori, il profumo del mare che si mescola a quello dei ristorantini che punteggiano le strade ti cattureranno. Qui non può sicuramente mancare una tapas in uno dei locali del Barrio de la Viña e un calice di vino al tramonto alla Playa de la Caleta. Ma il punto migliore dove vedere calare il sole resta il Paseo Fernando Quiñones.
Per la notte decidiamo di dirigerci verso Jerez de la Frontera, la prossima tappa, e fermarci all’Área Parking Autocaravanas vicino al centro commerciale Luz.
Due giorni a Jerez: Giorno 11 e 12
Quando arriviamo a Jerez de la Frontera è lunedì e come abbiamo saputo una volta arrivati in centro, quasi tutte le attrazioni monumentali e turistiche sono chiuse. Per cui decidiamo di togliere una tappa dall’on the road in Andalusia e dedicare due giorni a questa città che ha davvero tantissime cose da mostrare.
Tra le attrazioni da non perdere metterei: l’Alcazar, ovvero il castello, piccolo ma molto carino e pieno di storia; il mercato centrale del pesce; il flamenco come lo ballano al Tabanco El Pasaje; lo spettacolo di arte equestre della Real Escuela, che qui ha la sua sede storica. E ovviamente, non puoi andare a Jerez, la patria dello xerez (sherry andaluso), senza fare una visita con degustazione in una delle tante cantine che si trovano in città: io ti consiglio Tio Pepe. Altrimenti, se preferisci, puoi farti consigliare uno sherry nello storico locale El Galo Azul, in calle Larga.
Giorno 13: ultimo giorno di on the road
Il nostro viaggio in Andalusia si conclude a Siviglia, dove torniamo per un ultima visita: al Real Alcazar. Questi palazzi mi incantano tutte le volte, non importa quanti ne abbia già visti. L’architettura in stile islamico, le decorazioni, i giardini con tutta la loro varietà di profumi e fontane creano una cornice unica intorno a questa elegante struttura. È un capolavoro.
Facciamo un salto sulla Setas de Sevilla per ammirare ancora un volta la città illuminata dall’alto e poi rientriamo.
Questo on the road è stato uno dei più emozionanti fatti finora.
Continua il viaggio in Andalusia guardando questo video:







